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È questo il contenuto della trascrizione (forse
ottocentesca) di un manoscritto antico, inedito e prezioso risalente
alla fine del Cinquecento, appartenuto al N. H. Comm. Ippolito
Berrone, proprietario in tempi remoti, di villa Chiara sita nella
collina Saluzzese, documento giunto poi nelle mani di un
collezionista di Saluzzo.
Continuando la lettura del documento, tra varie e curiose
informazioni storiche e topografiche si legge: “… Sebbene queste vie
sotterranee siano in gran parte otturate nelle loro entrate e nelle
loro uscite, onde sia impossibile di trovarle a chi non ne conosca
l’esistenza e siano in qualche sito grandemente danneggiate dal
tempo e dalla infiltrazione delle acque, tuttavia non è malagevole
cosa il percorrer dette vie, a chi volesse prendersi questo
passatempo…”.
Dopo aver citato abitazioni e note proprietà Saluzzesi chiese,
conventi e condotti, il documento continua: “… Questo scritto deve
essere realmente una relazione che uno dei signori Marchesi di
Saluzzo, Lodovico se non sbaglio, faceva a uno dei Cavassa onde
metterlo in caso, all’evenienza, di potersi servire per sé e suoi di
questi mezzi di ritirata o viceversa…”
Da questo antico documento emerge una Saluzzo, fatta di ragnatele
di cunicoli e trabocchetti, conosciuti da pochi che se fossero
riportati alla luce (seguendo anche i suggerimenti dell’antico
documento) restituirebbe un volto nascosto e misterioso della città.
www.comune.saluzzo.cn.it/Cultura/Pagina_principale_cultura.htm
altri
misteri e leggende lella Granda in:
http://www.grandain.com/informazione/dettaglio.asp?id=10180 |

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